sabato 26 ottobre 2024

IL VIAGGIO

Il viaggio se lo interpretiamo come forma di turismo non serve a nulla se non ad alimentare la sua industria. E devo dire che questa forma di turismo negli ultimi anni è cresciuta notevolmente e sono aumentati i suoi prodotti diversificati, ma non è affatto cresciuto tutto ciò che comporta, in termini di valori appresi, il viaggiare. Insomma il viaggiatore è cosa diversa dal turista, il viaggiatore impara il turista consuma. Questo non significa che non ci siano dei turisti che viaggiano si camuffano, appunto, da turisti. 

Viaggiare è errare. Viaggiare appartiene alla nostra condizione primitiva, quella nomade e non sedentaria come siamo diventati con lo sviluppo a dismisura delle città e l'urbanizzazione ovunque. Probabilmente moltissime persone non sono più in grado di viaggiare per davvero, mentre invece ci sono tantissime persone e sono in crescita, che sono in grado di raggiungere posti lontanissimi dalla loro residenza abituale. 

Nei viaggi cerchiamo qualcosa del nostro io, qualcosa della nostra infanzia, forse qualcosa di quando eravamo nel grembo materno, ma non lo troveremo mai e continuiamo a cercare, a viaggiare verso luoghi nuovi nella speranza di trovarci. Tutto inutile, l'animo umano è senza fine. 

La domanda da porsi è quella se esiste ancora questo concetto del viaggio? Io non credo, il viaggio è diventato un altro oggetto da consumare il più velocemente possibile. L'aspirazione è quella del televiaggio, cioè la smaterializzazione del corpo in un luogo e la sua rimaterializzazione in un altro. Il viaggio ormai è diventato un qualcosa di cui si vorrebbe evitare se potessimo farlo. È nel viaggio non nel luogo di destinazione che avvengono quei passaggi che richiedono un percorso di cambiamento e questo comporta anche una preparazione fisica ma soprattutto psicologica. Ma nell'immediato futuro ci saranno mezzi di trasporto senza piloti, poi il teletrasporto e poi finanche il viaggio solo con la mente e non con il corpo che rimarrà nel luogo di partenza. Insomma quello che abbiamo visto al cinema con Matrix accadrà, sta accadendo. 

C'è una continua e costante mobilità che ha azzerato il vero viaggio e che costringe la parte più fragile della società a rimanere localizzata, con brevi e veloci (ancora troppo poco veloci per i pendolari) spostamenti, in costante aumento verso i centri di direzione economica e finanziaria nei centri delle città. 

Il viaggio, invece, se è fatto lentamente è un fattore di crescita personale, ancora di più se per raggiungere una meta lo facciamo a piedi. Ancora meglio se è fatto con persone conosciute solo per il viaggio. Non mi dilungo sui valori che interiorizzano chi intraprende viaggi di tal genere, Cito solo quello della responsabilità o quello del sacrificio. 



lunedì 21 ottobre 2024

ASPETTATIVE

Le nuove generazioni sono sottoposte più di quelle precedenti ad una serie di aspettative che ormai vengono imposte dalle teorie neoliberali a tutti i livelli, sono diventate l'abito mentale che ognuno di noi indossa la mattina. Anzi direi Quella più agghiacciante è quella della meritocrazia esasperata che alimenta una competizione diffusa pervasiva in ogni luogo e nei confronti di chiunque. Il principio è che devi essere il migliore sempre, non è sufficiente partecipare, questo è da stupidi, l'importante è vincere e sono indifferenti i mezzi per farlo. Una serie di diritti considerati universali come quello allo studio o alla sanità sono stati trasformati attraverso l'efficacia e l'efficienza come indici di graduatoria di merito. Ci sono ospedali e scuola migliori di altri e la gente paga fior di quattrini per ricevere servizi da quelli considerati i migliori. 

Siamo di fronte ad una ulteriore gerarchizzazione verticale della società e questo rende maggiore la forbice delle disuguaglianze. Per altro creando zone finte di interesse scolastico come la diffusione della laurea anche per lavori estremamente marginali che stanno scomparendo se non le eccellenze, come quelle dei parrucchieri o nei servizi di ristorazione. Tutto è reso più competitivo anche in termini di luogo, un barbiere di una periferia milanese deve competere con quello di Taiwan. 

I processi di delocalizzazione rappresentano un po' questo, la produzione industriale si sposta dove c'è un salario più basso, condizioni contrattuali quasi inesistenti, norme legislative meno rigide per quanto riguarda ad esempio l'ambiente, la salute. 

Le nuove tecnologie hanno reso questi processi molto più veloci riducendo il lavoro umano a ben poca cosa è quello che rimane viene trasferito in una sperduta provincia dell'Asia dove costa quasi niente. Questo è il veleno che alimenta il populismo nei paesi occidentali e lo alimenta soprattutto nei ceti sociali che pagano la globalizzazione.

Insomma il neoliberismo associato all'innovazione tecnologica ha reso un mondo dove ci sono sempre più aspettative irraggiungibile. E in queste dinamiche i giovani sembra che paghino il prezzo maggiore, un futuro ricondotto ad un perenne presente. La pressione continua ad aumentare su di loro rendendoli sempre più fragili. Il numero di suicidi tra i giovani sono in aumento e probabilmente le motivazioni sono da ricercare proprio in questa continua richiesta di mantenere standard sempre maggiori, in perenne aumento. 



giovedì 10 ottobre 2024

CATTOLICI E RAPIMENTO MORO

Studiando la rottura dell'unità politica del mondo cattolico in Italia mi sono imbattuto in una interessante questione, quella che riguarda la posizione dei cattolici durante il rapimento Aldo Moro, onorevole del Parlamento della Repubblica Italiana, segretario della DC e Primo Ministro che ha guidato nello spirito dossettiano il governo verso una maggiore apertura a sinistra del quadro politico. Mi ha particolarmente colpito la diversità di posizioni tra i cattolici, cioè tra chi sosteneva la priorità del valore della vita e quindi trattare con i brigatisti per una liberazione, al punto che alcuni sacerdoti della Corsia Dei Servi a Milano si erano proposti di darsi come ostaggi al suo posto. E chi, invece, era per una inflessibile posizione di non trattativa, argomentando con la "ragione di stato", la stessa adottata dalle opposizione, in particolare dai comunisti. I cattolici che si opposero ad ogni trattativa erano anche quelli che erano contrari ad un governo che vedesse insieme il partito della DC e quello dei PCI, si arrivò al punto di dire che - Moro in fondo se l'era cercata - 

Che cosa avvenne davvero durante il rapimento Moro? Molte domande rimangono senza risposta, soprattutto il ruolo giocato dai servizi segreti o finanche dalla mafia. 

Sta di fatto che prevalse l'idea che con i brigatisti non bisogna trattare e Moro venne ucciso. A poche ore del suo assassinio il PCI diede il suo voto favorevole ad un governo guidato da Andreotti che faceva parte di una corrente dentro la DC che si opponeva alla tesi di Moro di un governo insieme ai comunisti. 

Non si realizzò ne il cosiddetto "compromesso storico" teorizzato sia da Berlinguer che da Moro, anche se con approcci diversi, né il progetto delle Brigate Rosse che dopo l'uccisione dello statista videro un isolamento sempre crescente nel paese ed in particolare in quella classe operaia a cui facevano riferimento. 

Il rapimento Moro certamente risultò essere uno spartiacque della storia italiana che rimescolò gli scenari, facendo saltare tutte le strategie che si stavano costruendo. Anche nel mondo cattolico furono rimesse in discussione una serie di certezze e non solo tra conservatori ed innovatori, ma anche in quelli che si consideravano cattolici democratici. L'unità politica dei cattolici ebbe un ulteriore scossone oltre a quelle già avvenute con la legge sul divorzio e quella sull'aborto. 


LIBRI FRAMMENTATI NELL'OTTOCENTO

LIBRI FRAMMENTATI NELL'OTTOCENTO di Luciano Vacca Nell'Ottocento prendere i libri in prestito era più conveniente che comprarli. Ma...