Dino Campana ha scritto il grande capolavoro dei Canti Orfici agli inizi del Novecento, ma prima di entrare nel merito dell'opera è bene farsi qualche domanda su chi era Campana e provare, solo provare, visto le scarse notizie che ci sono pervenute, a darsi qualche risposta. E ancora prima bisogna riflettere su cosa sia l'orfismo, una religione, una filosofia?
Per capire un po' meglio i Canti Orfici bisogna prendere in considerazione anche la vita di Dino Campana, una vita certamente non facile, condotta da un personaggio che i medici e i familiari sostenevano di essere uno psicopatico, conclusasi nel manicomio e lì morto.
Campana aveva fatto proprio ed interiorizzato il mito di Orfeo legandolo alla filosofia di Nietzsche in un mix che lo ha condotto, a parer mio, ad uno stile di rottura con l'altra letteratura in atto in quella fase storica in Italia. Notevole è stata l'influenza dei futuristi, con cui poi rompe, mentre invece il messaggio di D'Annunzio è stato capace di capovolgerlo in una letteratura diametralmente a lui opposta.
È certo che la sua psicosi lo ha aiutato a scrivere le sue opere letterarie che rimangono un caposaldo, uno stile frammentato ma che riesce ad aprire al lettore orizzonti inesplorati. Uno dei pochi capaci di scrivere poemi un prosa come una sorta di diario del suo percorso iniziatico di rinascita. Nei miti che rappresenta ci sono quelli che vanno dall'inizio della storia dell'umanità ripercorrendola fino al presente, una rinascita perenne fino ad una nuova alba con un "uomo nuovo".
Il libro mi ha fatto non solo compagnia in questa fase della mia vita in cui ho dovuto elaborare il lutto per la perdita di mia moglie, ma è stato fonte di notevoli riflessioni inedite che mi hanno permesso di creare immagini nella mia mente trasformate in poesie e dipinti.
L'orfismo è stata una scoperta in assoluto ed è stato davvero piacevole approfondirlo con la speranza di poter accedere a quei riti iniziatici che consentono di poter dialogare con le anime. Ovviamente ciò è possibile solo se abbandoniamo la visione occidentale della razionalità dove tutto è spiegato con la logica scientifica e ci inoltriamo negli abissi dell'imprevedibilità.

Nessun commento:
Posta un commento