Il film "La treccoa" di Laetitia Colombani parla della storia di tre donne che si trovano in tre posti geografici diversi, uno in India, una in Canada ed una in Puglia. Li accomuna un evento drammatico nella loro vita che li costringe ad avviare un percorso personale di cambiamento ma soprattutto di affermazione di se stesse, di realizzazione dei pro desideri.
Quegli eventi sono così sconvolgenti per la loro esistenza che li costringe ad abbandonare la precedente vita ed intraprendere una esistenza del tutto nuova basata su valori diversi da quelli precedenti.
Il destino fa affermare i loro caratteri non solo di genere, ma anche affermarsi nella vita come soggetti pensanti ed unici. Liberano energie creative e affrontano la nuova vita, il passato è dentro di loro ed agisce come benzina per dare fuoco alla follia che ognuno di noi ha dentro. Rompono i pregiudizi, rompono le convenzioni, rompono i compromessi, finalmente sono sé stesse.
Le tre donne sono legate tra di loro dai capelli, dove l'indiana li taglie sacrificandoli al proprio Dio, l'altra, la canadese indossa una parrucca fatta con capelli veri per coprire la calvizie prodotta dalla chemioterapia e l'altra ancora, la giovane ragazza pugliese rileva il laboratorio del padre morto fornendosi per la prima volta, risollevando le sorti dell'azienda, con capelli veri proveniente anche questi dall'India.
Donne che utilizzano per uscire dalla crisi esistenziale capelli di donne.
Il film è un bel film con un messaggio sociale potente e profondo di cui mi ha colpito la rottura con il passato.
Insomma un inno alla ribellione delle donne, una rivoluzione che non ha mai fine.

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