Il film "Gli indesiderabili"di Ladj Ly tratta problematiche che riguardano tensioni insanabili nel tessuto sociale francese, ma potrebbe essere mutuato in ogni luogo dell'Europa.
La storia è una delle tante raccontare nelle bandieure, in questo caso è un singolo caseggiato pieno di immigrati di ogni etnie dove i francesi non abitano lì. Ma dice bene la protagonista lì ci abitano i nuovi francesi.
Tensioni tra gli abitanti e tensioni tra gli abitanti e le istruzioni locali che esploderanno in alcuni con la rabbia in altri con la presa di coscienza della necessità di un'altra politica, una politica capace di gestire le contraddizioni del nuovo mondo, un mondo dove non è sufficiente osservarlo con gli occhiali dei pregiudizi , ma bisogna essere capaci di leggere le differenti tonalità.
Le inquadrature sono molto belle, soprattutto quella iniziale che riprende dall'alto il caseggiato e claustrofobico con la bara della nonna che ha difficoltà a scendere le scale, oppure quando avviene lo sgombero in un disordine ordinato.
Bravissima l'attrice Hanta Diaw che interpreta il ruolo della leader di questa comunità multietnica, sul suo volto molto espressivo si leggono le diverse emozioni. Ma il messaggio finale l'ho trovato potente: lei compie una scelta opposta alla rabbia, lasciandola al suo ormai ex fidanzato, lei si avvia verso una emancipazione politica tutta al femminile.
Molto spesso abbiamo assistito al fenomeno della riqualificazione di molti quartieri dove intere comunità formate da sacche di povertà sono stati "deportati" altrove, nella periferia della periferia e nei quartieri originari tutto è cambiato, soprattutto la redditività a metro quadro cresciuta alle stelle.
Il film non dà nessuna risposta a questi fenomeni ma li osserva e prospetta opzioni diversi come atteggiarsi. Ovviamente privilegia la lotta, la resistenza agli spostamenti dei poveri altrove.

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