domenica 7 luglio 2024

IL CIELO È DEI VIOLENTI

Flannery O'Conner scrive questo libro "Il cielo è dei violenti" con una ispirazione religiosa rivolgendosi proprio ai credenti e alla violenza che esprimono nel diffondere la propria fede religiosa. Quella loro volontà di rendere tutti credenti anche con una violenza che delle volte diventa anche fisica, ma sicuramente è sempre nei comportamenti e nell'atteggiamento rivolto al mondo. 

La O'Conner è una intellettuale degli inizi del Novecento dell'America del Sud vissuta fino alla metà dello stesso secolo e in quel periodo ancora forte erano i gruppi che univano la fede religiosa con le scelte della vita quotidiana o perlomeno iniziavano ad intravedersi quello che poi sarebbe diventato lo scollamento della due dimensioni: quella privata e quella pubblica estesasi anche alla sfera politica e sociale. 

La storia in sé non è complessa tratta di quattro personaggi alcuni importanti altri meno. C'è un prozio invasato profeta che ha educato suo nipote al timore di Dio e divenire a sua volte un profeta che dovrà battezzare un ragazzino handicappato. Questo ragazzino è però insieme al padre, che è poi anche suo padre, che viene chiamato il "maestro" uomo di scienza che tenta a sua volta di liberare gli uomini, compresi i due ragazzi, dalla violenza insita nei metodi educativi del profeta. 

Mentre invece sono complessi e profondi i caratteri, le personalità dei personaggi dove si confrontano le loro certezze filosofiche e religiose e come queste agiscono sui comportamenti e sulle azioni. Nulla accade se non prima nella testa, ma diciamo la verità, anche nel cuore. E parliamo anche di comportamenti gravi come l'assassinio del proprio prozio profeta dando fuoco alla casa con lui dentro per poi accorgersi che si è tale e quale a lui. 

La O'Conner ha scritto pochissimi romanzi ma la loro potenza sulla letteratura del Novecento è stata enorme, ha sconvolto, per quell'epoca, i lettori soprattutto quelli credenti. 



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