"Tre esistenze" è un romanzo della scrittrice Gertrude Stein degli inizi del Novecento e tradotto in italiano da Pavese solo nel quaranta. Tratta di tre donne seppur diverse ma accomunate dalla loro esistenza come prigioniere delle convenzioni sociali. La Stein è stata una eroina di quel periodo del lesbismo e femminismo americano, conducendo uno stile di vita del tutto originale per quel periodo come quello di convivere con la sua compagna.
Il romanzo è un opera d'arte che tratta in modo approfondito il tema delle convenzioni sociali che opprimono la libera esistenza, nello specifico di tre donne: Anna, Melanctha e Lena. Tre racconti separati, distinti tra di loro ma con un unico epilogo la morte sociale e/o fisica delle donne.
La Stern è come se volesse dire che la donna nelle società industriale non ha altri ruoli da ricoprire se non quelli della serva, della madre o della puttana. Non sono concesse alternative possibili e questo le conduce alla follia con un controllo enorme su di esse da parte della società.
Tutte le società, in qualsiasi epoca storica ed in qualsiasi luogo della terra, sono organizzate ed ha una loro struttura finalizzata agli obiettivi che la stessa società si dà. Non dappertutto e non sempre, ad esempio, la cellula di base della società è stata la famiglia. Certamente in una società così massificata la famiglia genera sicurezza, protezione verso un "esterno" percepito come pericoloso. Ma la famiglia tende anche a creare strutture convenzionali che tendono ad ingessare lo sviluppo individuale della propria energia psichica.
la Sten viene ricordata come la curatrice, anzi direi come la donna che ha inventato il mestiere del curatore, in relazione in particolare al suo rapporto e quindi ai suoi lavori fatti con Picasso ed altri intellettuali dell'epoca. Molto poco, invece, viene ricordata per i suoi romanzi e le "Tre esistenze" è proprio un atto di accusa della condizione in cui versavano le donne e del loro bisogno di emanciparsi.
Il suo stile è quello sperimentale del ripetizione, sconvolgendo l'intrigo, la trama, la stessa narrazione. Usa la parola come se fosse al suo servizio con padronanza per esprimere un concetto complesso fino a quando il lettore non lo ha compreso e spesso lo ripete. Tutto viene scritto in modo pensato con grande riflessione intellettuale: il verbo, l'aggettivo, finanche la punteggiatura. Insomma uno stile ricercato affinché emerga in modo chiaro l'oggetto amato.
La Stern è una scrittrice i cui romanzi vanno letti e riletti nel corso della vita ed è ancora in Italia poco conosciuta. Certamente leggendo "Le tre esistenze" diventa molto chiaro come la letteratura possa trattare di argomenti così complessi come quello delle convenzioni e farlo capire ad una ampia parte della popolazione per lo meno di chi legge.

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