Ci sono scrittori credenti e scrittori non credenti, nel senso che esistono scrittori che credono in un essere superiore che sia Dio o Allah o qualsiasi altro suo e ci sono quelli che credono comunque in qualcosa.
Questa distinzione nel narrare è abbastanza evidente, tutti trattano il mistero della vita e della morte, ma l'approccio è diverso. Ma accade anche che ci sono scrittori credenti che sono talmente bravi da coinvolgere il lettore avvolgendolo in quello che viene definito il mistero dell'uomo.
Molto spesso è accaduto e in alcuni casi per riguarda alcuni credi, che la narrativa viene additata come qualcosa di diabolico. Se si dovesse scrivere solo per i lettori appartenente alla stessa fede religiosa dello scrittore sarebbe inutile scrivere. Il narrare storie devono accedere tutti anche se lo scrittore può appartenere ad una fede religiosa o meno.
L'unico elemento diabolico è quello che accade nella testa dello scrittore quando si trova davanti ad un foglio ed inizia a scrivere.
Flannery O'Conner sostiene nel suo libro "Nel territorio del diavolo" non solo che scrivere è un'arte alla quale lo scrittore seppur religioso non può sottrarsi e come qualsiasi arte lo scrivere non può avere limiti. Sostiene che lo scrittore appartenente ad una fede religiosa che si pone limiti al suo scrivere non ricerca affatto il mistero della vita ma semplicemente il plauso di lettori della sua stessa fede.
La O'Conner sostiene che molto spesso gli stessi insegnanti delle università di letteratura continuano a fare parallelismi tra un romanzo e la sociologia piuttosto che la psicologia, mai affrontando, invece, quello che avrebbe voluto dire lo scrittore. Lo stesso vizio lo hanno molti critici letterari che producono recensioni di libri che hanno sempre a che fare con analisi sociologiche, antropologiche, ma mai cosa quel romanzo volesse dire ai lettori in termini letterari.
In romanziere, invece, affronta sempre dal suo punto di vista, la verità e il mistero che c'è dietro. E se il romanziere coerente con se stesso non può non mettersi a nudo di fronte a chi lo leggerà. Questa sua nudità dovrà essere analizzata, esplorata, approfondita, sviscerata, non altro.
Insomma il romanzare è una disciplina che prevede struttura, regole, stile, tecniche, trama, tensione, personaggi, l'ordito, Con questo dobbiamo fare i conti nell'analizzare un romanzo.
La fede dello scrittore, qualsiasi essa sia, può solo aiutarlo a cercare la verità, il mistero della vita.

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