Il dibattito sull'opzione di una Italia Federale risale al nostro Risorgimento ed uno dei sostenitori fu Carlo Cattaneo, un filosofo e patriota che svolse un ruolo determinante nelle Cinque giornate di Milano del 1848. Cattaneo sosteneva la necessità uno Stato federale, una sorta di Confederazione tra Sati regionali che avrebbero dovuto garantire l'autonomia dei singoli Comuni. Un esempio di uno Stato federale era a noi confinante ed era la svizzera. Ma in quel dibattito prevalsero i sostenitore dello Stato Unitario che guidasse economicamente lo sviluppo ed intorno allo Sato di Savoia si strinsero tutti gli altri Stati regionali che rispetto al primo erano molto più deboli e sicuramente avrebbero segnato il passo mettendo in difficoltà l'Italia in relazione agli altri Stati Europei. Certo per realizzare l'Unità d'Italia, come sappiamo, fu anche grazie all'opera delle azioni militari compiute nel Meridione ed in altre parti del nostro territorio. Se non ci fosse stata l'azione combinata tra politica guidata da Cavour e quella militare di Garibaldi e dei suoi Mille, l'Unità avremmo realizzata con maggiore di quanto l'avessero fatta negli altri paesi europei.
Quindi l'opzione di uno Stato federale fu presente fin dagli albori dell'unità e pur privilegiando l'altra al momento della costituzione di uno Stato centrale, fu sempre una scelta possibile nel dibattito politico italiano, non fu mai abbandonata definitivamente, d'altronde non poteva essere diversamente dato che i nostri Comuni hanno avuto sempre grossi poteri ammnistrativi, solo in parte sospesi durante il regime fascista, ma che risalgono ancora all'impero di Carlo Magno nell'800.
Si è ripresentata in modo molto forte l'opzione federalista con la nascita dell'idea di una nazione Padana, con un popolo padano con proprie caratteristiche e questo è stato possibile proprio perchè si intravedeva la possibile realizzazione concreta dell'Unione Europea. Il federalismo rappresentato da Uberto Bossi che aveva già da tempo federato diverse Leghe presenti nel Nord dell'Italia ed in parte anche nel Centro, insieme a Gianfranco Miglio pesarono ad una Europa che fosse una confederazione delle diverse regioni europee, come alcune della Germania, passando dall'Austria, Francia e quelle Italiane più "robuste" economicamente, come la Lombardia.
Aver creato, per lo meno idealmente, la nazione Padania si è sostanziato una forma di razzismo, che possiamo definire etnorazzismo cioè basato sull'etnia, sulla stirpe. Questo concetto è ripreso in tutte le altre forme di richesta di indipendenza, ne è uno dei motivi per cui si giustifica prima l'indipendenza e poi la secessione. Qualcuno può chiedersi come mai la Lega non è riuscita nell'operazione, semplicemente perchè chi votava Lega non era per la secessione. E al di à del Senato Lombardo che aveva questa aspirazione, non era radicata per davvero nel cosiddetto popolo lombardo, non era maggioritaria per davvero nella Lombardia, né nel Veneto e tanto meno in Piemonte. Poi c'è stato anche una forte reazione da parte delle istituzioni dello Stato, i primo luogo sono stati coinvolti i diversi Presidenti della Repubblica contrari ad una soluzione di tal genere.
Ma l'opzione federalista rimarrà ancora nel dibattito politico italiano e nel futuro potrà esserci qualche altro organismo politico a cavalcare questa idea di una Italia Federale in una Europa delle Regioni.
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Bibliografia consultata:
- "I confini dell'odio - Il nazionalismo etnico e la nuova destra europea" di Bruno Luverià
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