lunedì 29 luglio 2024

UNA STAGIONE ALL'INFERNO

Arthur Rimbaud scrive questo poema in prosa  e rendendolo quello che viene definito un'opera d'arte, in un particolare periodo della propria vita. Lui si innamora di un altro grande poeta Verlaine e la storia finisce in modo drammatico con l'esplosione di alcuni colpi da fuoco e Verlaine finisce in prigione. Siamo alla fine dell'Ottocento e le copie manoscritte di questa opera furono trovate solo nel 1901 da uno studioso. Altro fatto da tenere presente è che Rimbaud non superò i quarant'anni di vita, un'esistenza vissuta a dir poco intensamente. 

La lettura della sua prosa non è certamente facile, direi che sia mozzata in quanto siamo di fronte ad un autore invasato che scrive d'impulso, quindi la sua scrittura in apparenza non è logica, è in alcuni passaggi onirica. 

Certamente la storia d'amore tra Rimbaud e Verlaine non è avulsa dal contesto storico sociale. Questo ultimo era sposato con una donna e in contemporanea ha una storia d'amore omosessuale con Rimbaud molto più giovane di lui. Certo la loro storia lì coinvolge intellettualmente e sessualmente in modo profondo fino a scuoterli nell'animo.

Ed appunto di questo che Rimbaud tratta: il cambiamento del proprio animo attraverso un percorso che lo porta nella sua "caverna", nelle sue tenebre e poi risale fino all'ADDIO alla poesia (e al poeta). 

L'Amore è vissuto come Paradiso ma anche come Inferno, da quell'Amore i due usciranno uomini diversi, uomini nuovi. 

Ma si sono dovuti bruciare nelle fiamme dell'Inferno. 

Ci sono passaggi che pur usando la prosa, sono di una potenza lirica davvero alta, evocando miti ancestrali e simboli del passato che solo pochi iniziatici ne erano a conoscenza in quel periodo. 

La lettura di "Une saison en enfer", le urla di dolore e quelle di piacere non possono far rimanere il lettore con lo stesso equilibrio di prima e secondo me, vanno lette ad alta voce, sentendone il suono delle parole magiche. 




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