domenica 1 dicembre 2024

LA SUCCESSIONE STORICA DELLA DEMOCRAZIA

 LA SUCCESSIONE STORICA DELLA DEMOCRAZIA di Luciano Vacca

La democrazia ha una storia relativamente breve. Nasce in una stagione tanto intensa quanto breve dell'antichità cui seguì una lunghissima sparizione dalla scena della storia. La riemersione avvenne circa tre secoli fa nel mondo anglosassone per poi diffondersi, non senza contrasti, nel resto dell'Occidente. Solo negli anno recenti la democrazia è diventata una realtà estesa in molta parte del mondo.

Nell'antichità tutto accadde nel IV secolo avanti Cristo nella città di Atene dove dopo aver superato di slancio il regime oligarchico, visse una breve ma intensissima stagione democratica. i libri di storia ci riportano praticamente tutto: l'atto di nascita con la riforma costituzionale di Cisterne e anche la data che ne sancì simbolicamente la fine, il processo e la condanna a morte di Socrate.

Quegli anni coincisero con una straordinaria fioritura delle arti e del pensiero che da sempre sprigionano un irresistibile fascino. Ma la vicenda politica fu intensa ma anche molto problematica: l'esercizio democratico del potere, da cui erano esclusi donne, meteci e schiavi, raggiunse un felice equilibrio nel trentennio in cui la democrazia fu guidata dalla forza e dalla saggezza di Pericle e cominciò ad incrinarsi subito dopo la sua morte con incursioni di demagoghi affascinanti e spregiudicati come Alcibiade che la spinse verso avventure come quelle in Sicilia. Gli ultimi anni di quel secolo furono difficili e tormentati: le sconfitte militari nel Peloponneso, il radicalismo popolare e la rabbiosa risposta degli oligarchi con i Trenta tiranni. Quando la democrazia tornò al potere processò e condannò Socrate macchiandone il nome della stessa democrazia per molti secoli successivi.

Ci fu una latenza di più di due millenni. La democrazia tornò ad affacciarsi sulla scena della storia nel Settecento. In Gran Bretagna e negli Stati Uniti iniziò l'avventura moderna della democrazia. Essa da allora, circa tre secoli fa, ha preso forme diverse.

Possiamo tracciare una efficace sintesi dei cambiamenti avvenuti nella democrazia in tre fasi che si sono succedute nel corso del tempo:

  1. Il parlamentarismo liberale
  2. La democrazia dei partiti
  3. La democrazia del pubblico

Nella sua prima fase la democrazia ha avuto uno spiccato carattere elitario: basta ricordare agli scontri che scossero la Gran Bretagna per un secolo intero a causa delle intransigenti resistenze all'allargamento del suffragio, oppure, ancora, al fatto delle prime elezioni nell'Italia unificata dove poteva partecipare soltanto il 2% della popolazione e votò effettivamente lo 0,5% dei cittadini. Quella stagione sicuramente possiamo definirla come una "democrazia elitaria", uno strumento nelle mani di una parte piccola e privilegiata della popolazione che eleggeva una "sua" rappresentanza politico-parlamentare.

Ci furono aspre contese politiche ma dopo le cose cambiarono. Dalla fine dell'Ottocento i cittadini strutturarono una rete fittissima di organizzazioni per partecipare alla vita democratica. Oltre ai partiti c'erano i sindacati, le associazioni professionali, le organizzazioni delle donne e dei giovani, tutto l'associazionismo culturale. E poi i grandi movimenti che hanno scosso gli equilibri politici e sociali apportando nuova linfa alla stessa democrazia. Una democrazia organizzata dove i cittadini riuscivano, con minore o maggiore efficacia, a far sentire la propria voce attraverso un sistema articolato e diffuso di rappresentanza sociale e politica.

L'ultima stagione, nella quale ci stiamo immergendo viene definita la "democrazia disintermediata", ovvero una democrazia ridotta allo scontro tra diversi leader politici che interagiscono tramite il sistema mediatico e i cittadini ridotti a folla disorganizzata. La rappresentanza è ridotta all'identificazione con il leader: gli altri canali di scorrimento della volontà dei cittadini sono logorati e ostruiti.

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Bibliografia utilizzata per l'articolo:

  • "Il futuro addosso - L'incertezza, la paura e il farmaco populista" di Ferruccio Capelli
  • "Atene, la città inquieta" di Mauro Bonazzi
  • "Principi del governo rappresentativo" di Bernard Manin




2 commenti:

  1. Non lo avevo ancora letto, è un articolo molto chiaro e lucido, mi ha appassionato.👍

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