È difficile fare Storia quando trattiamo argomenti troppo vicini alla nostra vita, ne sentiamo ancora il coinvolgimento emotivo, non c'è quella giusta distanza che ne permette freddezza di analisi scientifica, ma la storia contemporanea è così e per lo storico è una sfida a tenere separati il giudizio politico, ma non quello morale.
Vagando negli studi della cultura politica e dei partiti italiani ho intercettato un argomento curioso e interessante ed in gran parte sottaciuto: come i giovani di destra vissero il loro '68. Devo precisare che io non l'ho vissuto affatto in quanto la mia generazione è venuta dopo, eravamo semmai i nipotini del '68, ne abbiamo subito io fascino. Quindi è solo per curiosità intellettuale quelo09 che mi ha spinto ad approfondire i cosiddetti Campi Hobbit.
Intanto bisogna inquadrare l'argomento nel contesto storico in cui si sono tenuti: erano gi anni del '77 e in Italia c'era il terrorismo, quello delle Brigate Rosse e di atre organizzazioni clandestine o semi-clandestine che compivano attentati ed uccisioni di magistrati, dirigenti aziendali, politici e giornalisti. Erano anni terribili da cui uscivamo a fatica, con una forte mobilitazione di massa delle forze politiche sindacai democratiche e con una reazione dello Stato di pari violenza a quella messa in campo dalle organizzazioni terroristiche di sinistra.
Ma bisogna anche fare qualche cenno su chi erano gli hobbit. Gli hobbit sono una specie di uomini di Arda l'universo fantastico creato dallo scrittore inglese J. R.R. Tolkien che vivono nella Terra di Mezzo, principalmente amministrano un paese chiamato La Contea. Rivestono un ruolo importante nel racconto fantastico "Il Signore degli Anelli" scritto da Tolkien, loro sono "uomini quasi uomini" che si interessano di problemi che riguardano esclusivamente alla loro contea ed amano fare feste, camminano silenziosamente ed hanno una vista ed un udito molto sviluppati.
Di Campi Hobbit in Italia formalmente se ne tennero quattro ad opera dei giovani missini del Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del MSI. Elémire Zolla, uno scrittore, filosofo e storico delle religioni interpreterà i racconti fantastici di Tolkien in chiave neofascista e tradizionalista e quindi diventa per i giovani missini un punto di riferimento mito-poetico e preso a simbolico degli anni settanta. Sempre sul fronte della mitologia elaborata da Evola Julius, altro intellettuale di destra, bisogna far riferimento a lui per quanto riguarda l'utilizzo della croce celtica all'interno dei Campi Hobbit, che erano sostanzialmente dei raduni di giovani che ascoltavano musica dei gruppi dell'area di destra e tenevano dibattiti di cultura politica, otre a bere e ballare.
Negli anni del '77 irruppe nel mondo giovanile Pino Rauti, segretario per brevissimo tempo del MSI proprio con l'organizzazione di questi Campi con l'obiettivo di recuperare quell'area ribellistica e anti sistema che era propria delle nuove generazioni e nell'aprile del 1977 sui giornali di destra, in particolare il giornale satirico "La voce della fogna" fondato da Marco Tarchi, altro giornalista di destra, si diede l'annuncio del primo Campo Hobbit che si tenne a Montesarchio in provincia di Benevento tra l'11 e il 12 di Giugno del 1977. L'intento era quello di radunare i propri militanti per mettere in comune delle iniziative metapolitiche, tematiche già erano presenti da qualche anno in quell'area: musica, radio libere, temi sociali, la disoccupazione giovanile, l'ecologismo, la condizione della donna, temi che non venivano trattati formalmente e pubblicamente dal partito. In questo primo raduno appare per la prima volta la croce celtica, viene finanche tentata di formare una croce celtica umana come ben rappresentata nella foto di seguito.
Di Campi Hobbit ufficialmente ne sono stati organizzati quattro dal Fronte della Gioventù, poi ne sono seguiti atri che hanno a loro fatto riferimento in termini culturali. Poi il fenomeno culturale e politico piano piano è andato scemando, si è esaurito, ma ne rimane la memoria storica.
Insomma anche i giovani di destra hanno avuto il loro '68, anche se non gli piaceva essere ripresi con la mano destra alzata a mò di saluto fascista, rimane qualche foto interessante a rappresentare la dignità che il fenomeno culturale e politico ha avuto i Italia.