giovedì 13 giugno 2024

SOSIA DI SE STESSI

Chi è il sosia, il sosia di Dostoevskij? È un uomo uguale, simile a te nell'aspetto fisico, per come si veste. Lavora anche nello stesso posto dove lavori te, frequenta le stesse persone che frequenti te, gli stessi bar, le stesse feste. Ma è il tuo sosia, è un "altro" da te. Ha una personalità completamente opposta da te, forse la vorresti tu quella sua personalità, la desideri, ma non è la tua. Il sosia ti prende in giro, ti prende tutto ciò che ti appartiene: il lavoro, gli amori, gli amici, i colleghi, il tuo cameriere diventa il suo. 

Eppure il sosia nasconde segretamente quello che tu avresti sempre voluto fare e non hai mai osato fare. In fondo il sosia è una parte di te stesso che hai sempre negato a te stesso, hai sempre cercato di fare emergere solo le parti di te "buone" mentre invece quelle "cattive" le hai sempre nascoste. 

Quella parte di te stesso ad un certo punto si sdoppia prende consistenza fisica, agisce anche contro di te stesso. Il risultato è che quando questa situazione si protrae a lungo finisci nel delirio psicotico da cui non torni più indietro. Infatti il personaggio del romanzo creato da Dostoevskij alla fine viene accompagnato da un medico tedesco in ospedale psichiatrico.

Mi è piaciuto dare questa interpretazione del capolavoro di Dostoevskij forse anche perché ho riflettuto su me stesso ancor prima della sua lettura e mi ha dato conferma di quanto avevo conquistato psicologicamente nell'accettarmi, nell'accettare quella parte "nera" di me stesso.



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