domenica 26 maggio 2024

SCRITTORI CREDENTI

Ci sono scrittori credenti e scrittori non credenti, nel senso che esistono scrittori che credono in un essere superiore che sia Dio o Allah o qualsiasi altro suo e ci sono quelli che credono comunque in qualcosa. 

Questa distinzione nel narrare è abbastanza evidente, tutti trattano il mistero della vita e della morte, ma l'approccio è diverso. Ma accade anche che ci sono scrittori credenti che sono talmente bravi da coinvolgere il lettore avvolgendolo in quello che viene definito il mistero dell'uomo.

Molto spesso è accaduto e in alcuni casi per riguarda alcuni credi, che la narrativa viene additata come qualcosa di diabolico. Se si dovesse scrivere solo per i lettori appartenente alla stessa fede religiosa dello scrittore sarebbe inutile scrivere. Il narrare storie devono accedere tutti anche se lo scrittore può appartenere ad una fede religiosa o meno. 

L'unico elemento diabolico è quello che accade nella testa dello scrittore quando si trova davanti ad un foglio ed inizia a scrivere. 

Flannery O'Conner sostiene nel suo libro "Nel territorio del diavolo" non solo che scrivere è un'arte alla quale lo scrittore seppur religioso non può sottrarsi e come qualsiasi arte lo scrivere non può avere limiti. Sostiene che lo scrittore appartenente ad una fede religiosa che si pone limiti al suo scrivere non ricerca affatto il mistero della vita ma semplicemente il plauso di lettori della sua stessa fede. 

La O'Conner sostiene che molto spesso gli stessi insegnanti delle università di letteratura continuano a fare parallelismi tra un romanzo e la sociologia piuttosto che la psicologia, mai affrontando, invece, quello che avrebbe voluto dire lo scrittore. Lo stesso vizio lo hanno molti critici letterari che producono recensioni di libri che hanno sempre a che fare con analisi sociologiche, antropologiche, ma mai cosa quel romanzo volesse dire ai lettori in termini letterari. 

In romanziere, invece, affronta sempre dal suo punto di vista, la verità e il mistero che c'è dietro. E se il romanziere coerente con se stesso non può non mettersi a nudo di fronte a chi lo leggerà. Questa sua nudità dovrà essere analizzata, esplorata, approfondita, sviscerata, non altro. 

Insomma il romanzare è una disciplina che prevede struttura, regole, stile, tecniche, trama, tensione, personaggi, l'ordito, Con questo dobbiamo fare i conti nell'analizzare un romanzo. 

La fede dello scrittore, qualsiasi essa sia, può solo aiutarlo a cercare la verità, il mistero della vita. 



sabato 25 maggio 2024

LEGGERE E SCRIVERE

Leggere e scrivere sono due attività tra di loro collegate, l'una aiuta l'altra. Ma è dalla vita che si traggono le narrazioni, è nel mistero della vita che si riesce a scrivere un racconto o finanche un romanzo. osservando le persone, la vita in generale che riusciamo a scrivere ed a trattare argomenti di cui vale la pena scrivere.

lo scrittore non solo dalla propria vita trae materia su cui riflettere e scrivere, ma anche dalla vita degli altri. Spesso il flusso di coscienza che attraversa lo scrittore sembra che non abbia nulla a che fare con quello che osserva, mentre invece dall'oscurità viene porta a livello cosciente la materia su cui creare la tensione della trama. 

Non può accadere che che ci sia qualcosa di interessante da scrivere se la vita dello scrittore è una vita linearmente tranquilla. Certo scrive, ma quello che scrive non sarà rilevante per i suoi lettori. Scrivere qualcosa di interessante per i lettori significa che i lettori leggendolo devono apprendere qualcosa che fino ad allora non sapevano. 

Prima le storie venivano tramandate attraverso l'oralità, infatti ci sono molte culture che sono state trasmesse da una generazione all'altra attraverso la parola, alcune di queste civiltà sono scomparse mentre altre sono sopravvissute perchè dall'oralità sono passate alla scrittura. Quindi molta cultura creata dall'uomo si trova sui libri. La narrativa si trova nei libri e leggendoli si apprende. 



LIBRI FRAMMENTATI NELL'OTTOCENTO

LIBRI FRAMMENTATI NELL'OTTOCENTO di Luciano Vacca Nell'Ottocento prendere i libri in prestito era più conveniente che comprarli. Ma...