IL PASSATO CHE NON PASSA di Luciano Vacca
I SUDETI
I Sudeti sono montagne che attraversano tre confini: quello della Germania (la Sassonia), quello della Polonia (la Slesia) e quello della Repubblica Ceca (Boemia, Moravia e Slesia). Oltre ad essere un importante bacino di tre grandi fiumi che attraversano l'Europa centrale: l'Elba, l'Oder e la Moravia che sfociano rispettivamente nel Mar del Nord, nel Mar Baltico e nel Mar Nero. Poiché tra le due Guerre Mondiali, i Sudeti rappresentavano in gran parte la popolazione tedescofona all'interno della Moravia e della Boemia, con questa definizione si definiscono le popolazioni tedesche che si sono insediate fino alla Seconda Guerra mondiale.
Veniamo adesso ai tedeschi dei Sudeti che come abbiamo detto sono popolazioni tedesche che fino alla Seconda Guerra mondiale popolavano territori germanofoni ai bordi settentrionali, meridionali e settentrionali dell'attuale Repubblica Ceca. In particolare essi comprendevano margini della Boemia, della Moravia e della Slesia.
A partire dal Tardo Medioevo (XIII e XIV secolo) la regione a cavalli di questa area geografica denominata Sudeti, fu colonizzata da popolazioni germaniche. La massiccia presenza dei tedeschi in Moravia non creò attriti in quanto il regno di Boemia faceva parte dell'Impero Asburgico. Solo a metà del secolo XIX, con l'avvento degli Stati Nazionali, si pose la questione boema
Da una parte c'erano le spinte nazionalistiche ceche che tendevano ad una autonomia linguista e politica, dall'altra c'era una rigida politica di germanizzazione a Praga e nelle principali città boeme e morave, in cui vivevano forti minoranze tedesche. Fu in questo contesto che si iniziò a parlare di "Tedeschi dei Sudeti" per definire una popolazione che abitava sparpagliata lungo le fasce di confine della Boemia e della Moravia e del Territorio dei Sudeti.
Nella realtà il territorio dei Sudeti non era altro che una fascia di confine che non aveva mai avuto una tradizione politico-amministrativa, si trattava soltanto di frange di rispettive regioni confinanti di lingua tedesca (Baviera, Sassonia, Slesia, Austria) che potevano essere accumunati appunto dalla lingua.
Quando gli Imperi Centrali furono sconfitti nella Prima Guerra mondiale e dopo aver approvato i cosiddetti "Quattordici punti" di Wilson tra cui quello relativo alla concessione dell'autonomia da concedere ai popoli dell'Impero austroungarico, tra ottobre e novembre del 1918, i deputati di lingua tedesca al Parlamento di Vienna proclamarono la Repubblica dell'Austria tedesca e dichiararono riuniti tutti i territori ex asburgici di lingua tedesca. Quindi l'Austria fu divisa in province, nelle quali due rappresentavano le popolazioni germanofone fino ad allora vissute ungo i confine con l'Impero di Germania: la Boemia Tedesca nella parte nordoccidentale della Boemia, al confine co a Baviera e la Sassonia e il Territorio dei Sudeti nella parte nordorientale della Boemia e in Moravia, al confine con la Slesia.
Dopo l'insediamento dei governi locali le due province furono soggette ad occupazione, delle volte violente, da parte dei militari cechi e le autorità fuggirono i esilio. Furono mesi di rivolte sanguinose e violente.
Nel 1919 ci fu il Trattato di Pace di Saint-Germain dove l'intera Boemia e Moravia vennero assegnate alla Stato Cecoslovacco. Le potenze vincitrici salvaguardando l'unità storica e amministrativa della regione e non il principio della nazionalità che avrebbe favorito la Germania e l'Austria, assegnarono quasi tre milioni di tedeschi allo Stato cecoslovacco.
Per la prima volta nella storia i tedeschi della Boema si trovarono al di fuori dei confini delle nazioni di lingua tedesca (Germania e Austria) e divennero una minoranza nella nuova Cecoslovacchia. Questa enorme deroga al principio dell'autodeterminazione dei popoli fu decisa per non avvantaggiare la Germania, sconfitta nel conflitto e ritenuta responsabile dello stesso e anche perchè la Cecoslovacchia era stata concepita come un territorio da cuscinetto antitedesco.
Quindi dal 1919 i Tedeschi dei Sudeti, pur rappresentando il secondo gruppo etnico più popoloso della Cecoslovacchia, non ottennero lo status di Nazione riconosciuta: questi non si sentirono mai parte del nuovo Stato e sempre in attrito con la maggioranza ceca.
Comunque i governi cecoslovacchi tra i 1926 e i 1938 erano appoggiati dai partiti tedeschi e lo stesso governo vide la presenza di ministri tedeschi. Nel 1933 a Konrad Helein, fu chiesto di creare un movimento che assorbisse tutti gli atri partiti, il Fronte Patriottico dei Sudeti che gradualmente si portò sempre di più su posizioni filo-hitleriane fino a diventare uno strumento della politica di espansione verso est del nazionalsocialismo tedesco. Tutti i Tedeschi Sudeti lo votarono alle elezioni del 1938.
Nel 1939 Hitler invade la Cecoslovacchia e fu costruito il Protettorato di Boemia e Moravia e il territorio dei Sudeti divenne un'unità amministrativa della stessa Germania e il comandane fu il sopra citato Konrad Helein.
Dopo la sconfitta tedesca nel secondo conflitto mondiale tutta quell'area venne restituita alla Cecoslovacchia e la popolazione di lingua tedesca dei Sudeti fu espulsa in massa. Ci furono tre milioni di profughi che tornarono in Germania rimpiazzandoli con cechi e slovacchi. Ma ci furono comunque, circa 150.000 tedeschi che riuscirono a sfuggire alle espulsioni considerati lavoratori indispensabili alle industrie che erano state nazionalizzate dai regimi comunisti. Oggi gli ex territori di lingua tedesca dei Sudeti fanno parte della Repubblica Ceca. Tra cechi e slovacchi sono più di 40.000 che si dichiarano di etnia tedesca oltre ai circa 14.00 cittadini tedeschi che vivono nella Repubblica Ceca. Hanno formato fin dall'immediato dopoguerra una loro organizzazione.
L'INTERNAZIONALE ETNONAZIONALISTA
E' riemersa, ormai già da un bel pò di anni, l'ideologia volkisch (etnico), dovuta oltre che dall'iniziativa metapolitica della nuova destra, all'influenza esercitata dall'élite dei federalisti etnici ma anche dall'influenza combinata della Baviera e dell'associazione dei profughi tedeschi dei Sudeti, mai venuti meno dal dopoguerra, costituitisi nell'Intereg (Istituto internazionale per il diritto dei gruppi etnici e i regionalismo). La base dottrinale dell'Intereg è quella del pensiero etnico e del pensiero volkisch, tutto sostenuto dalla Csu (Unione Cristiano-Sociale in Baviera) schierato a difesa del diritto all'Hemait (piccola patria) di origine.
Già dalla sua fondazione nel 1977 il Kuratiom (una sorta di Consiglio di Amministrazione) dell'Intereg professava la disarticolazione degli Stati nazionali attraverso i movimenti regionalisti e la sua validità l'hanno conservata fino ad oggi, anzi quel modello conquista sempre maggiori sostenitori, grazie ai movimenti in Baviera e non solo, che propugnano l'Europa della Regioni soprattutto dopo la riunificazione tedesca; si propone un ulteriore sviluppo: parallelamente alle regioni etniche si affiancano le regioni economiche.
E' l'Itereg a ideare già dal 1988 i progetto di una Regione europea transfrontaliera tra Germania e Repubblica Ceca, la REPUBBLICA EGRENSIS che interessa il territorio dei Sudeti, che dovrebbe favorire la cooperazione economica, ecologica e delle comunicazioni a cavallo di quella che una volta era linea di demarcazione tra Est e Ovest. Ma anche i tentativo di liquidare definitivamente io contenzioso tra i sudeti e i cechi che rivendicano lo stesso territorio.
L'Intereg accanto all'impegno del Land della Baviera nasce su iniziativa dei profughi tedeschi Sudeti che si raccolgono nella Sudetendeutsche Landsmannschaft (Sl), federata nel Bund der Vertrieben (BdV), la potente organizzazione in cui figurano le associazioni regionali dei tedeschi espulsi dopo la seconda guerra mondiale dai territori orientali di quello che era stato il Terzo Reich.
IL "NETWORK" SEPARATISTA
Tra i più stretti collaboratori del BdV è la Fuev, la Foderalistische Unipn Europaischer Volksgrupper, la Unione federalista delle Comunità etniche in Europa che opera insieme all'Intereg, al Verein fur das Deutschtum im Ausland (Vda), l'Associazione per la Germanità all'estero, e al movimento della Paneuropa.
Questa associazioni configurano, per gli stretti intrecci di persona e la rete di rapporti, un "network" del federalismo etnico e secessionista, che propaganda, dopo averlo modernizzato in chiave regionalista, il pensiero volkisch mitteleuropeo. All'Unione federalista delle Comunità etniche in Europa (Fuev) spetta il compito di preparare un ancoraggio giuridico, a livello internazionale, per l'Europa degli Stati regionali, con l'obiettivo di creare un ordinamento che codifichi il diritto all'Heimat a all'autonomia dei gruppi etnici.
La Fuev fondata nel 1949 si ricollega all'esperienza dei "Congressi delle nazionalità" sviluppatasi tra le due guerre mondiali e conclusasi nel 1938. Negli anni '50 espulsi i regionalisti francesi, nella Fuev è la componente tedesca a prendere i sopravvento, determinando così una CONTINUITA' STORICA CON L'ESPERIENZA DEGLI ANNI '20 E '30 quando erano i teorici entnonazionali tedeschi a dare il tono nella preparazione e nella celebrazione del Congresso europeo delle nazionalità. Lo Statuto della Fuev definisce come obiettivo della sua attività la conservazione dell'autonomia nazionale, della lingua, della cultura e dei diritti all'esistenza dei gruppi etnici europei. Per gruppo etnico si intende una volkliche Gemeinschaft, una comunità etnica, che si definisce "in particolare attraverso caratteri che essa vuole mantenere, come la propria lingua, cultura e storia".
IL PASSATO VIVE ANCORA
Negli anni '60 si forma un gruppo scientifico con professori universitari vicini ai profughi tedeschi ed elaborano delle linee guida di un diritto collettivo dei gruppi etnici e negli anni '70 si arriva ad un "Accordo Internazionale per la Difesa dei Gruppi Nazionali o Etnici o delle Minoranze" arrivando alla successiva proposta della "Convenzione Speciale per a Tutela dei gruppi Etnici in Europa".
Quel progetto di Accordo prevede che una minoranza possa liberamente riscattarsi dallo Stato con l'obiettivo di formare uno Stato indipendente o, con il consenso di questo Stato, con un altro Stato collegarsi o unificarsi. Queste teorie sono state portate avanti dalla Fuev fino agli an '80, ma dopo la cesura del 1989 gioca la carta dell'"autodeterminazione territoriale", poi ne 1994 costruisce la "Carta di Bolzano". Nel 1996 la Fuev riesce ad ottenere lo status di consulente presso il Consiglio Europeo e presso l'Onu e partecipa ufficialmente alle sedute della Commissione della Nazioni Unite sui diritti dell'uomo ed è riuscita ad avere un ruolo all'interno del Parlamento Europeo, della Csce e del Consiglio d'Europa. Il governo di Bonn dopo i 1989 ha moltiplicato gli sforzi per la tutela dee minoranza tedesche all'Est come quelli degli Stati postsovietici favorendo favorendo di fatto la Fuev che negli ulti anni ?90 fa figurare tra i suoi sostenitori finanche la Provincia autonoma di Bolzano e la Regione Trentino-Alto Adige.
Ogni due anni la Fuev in collaborazione con l'Intereg organizza il Congresso della nazionalità ed insieme pubblica la rivista Europa Ethica organo ufficiale degli etnofederalisti, che esplicitamente si rifà a una pubblicazione, Nation und Start, che negli ani '30 pubblicava saggi sulla razza di autori nazionalsocialisti e salutava come avvenuta "liberazione" l'occupazione nazista dei Sudeti.
L'ultima chicca è stata quando nel 1996 Wolfgang Bornsen, deputato del Cdu, si fece promotore di un finanziamento ottenendolo da parte delle istituzioni europee alla Fuev. Si tenga presente che il deputato tedesco considera ancora oggi una sua iniziativa del 1974 quando fece scrivere ai suoi studenti una lettera indirizzata all'ambasciata americana a Bonn, in cui veniva chiesto il perdono e la liberazione di Rudolf Hess, l'uomo più potente ed influente del Terzo Reich, a cui spettava durante il nazionalsocialismo il coordinamento delle attività in favore dei gruppi etnici tedeschi.
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Bibliografia
- B. Luverà "I confini dell'odio"
- G. Corni "Storia della Germania"
- R. Hilf "I progetti tedeschi di regioni transfrontaliere" i LiMes, n° 4. 1994, p.83
- Wikipedia "Tedeschi dei sudeti"